Marsala

Cosa gustare a Marsala?, Eventi a Marsala July 4th, 2008

Con un’economia prevalentemente agricola e basata sull’industria del vino, Marsala ha nel tempo sviluppato la sua vocazione turistica che la vede, ormai da dieci anni, tra le mete più amate della Sicilia occidentale. Punta estrema dell’Isola, sorge su Capo Boeo: da un lato la protegge Erice; dall’altro l’abbracciano Segesta e Selinunte. Quinto Comune della Sicilia per popolazione (quasi 90 mila residenti), con un territorio esteso oltre 240 chilometri quadrati, Marsala è una delle principali città siciliane per patrimonio archeologico, monumentale e paesaggistico. Pianeggiante e in parte collinare (max 12 metri sul livello del mare), è ben collegata alla rete autostradale A29; facilmente raggiungibile in aereo (a 15 Km c’è l’aeroporto di Trapani, a meno di cento quello di Palermo); vicina ai due maggiori porti degli stessi capoluoghi che collegano la Sicilia al nord Italia, alle isole di Ustica, Pantelleria e alle Pelagie, nonchè alla Tunisia. Collegamenti quotidiani sono assicurati dal porto di Marsala per le isole Egadi (Favignana, Levanzo e Marittimo); mentre il porticciolo turistico, che ha una capienza di oltre 250 posti barca, è frequentato ogni anno da numerosi dipartisti.
Nella storia della Sicilia, Marsala affonda le sue radici nel IV secolo a.C., quando dal mare giungono i Fenici per insediarsi nell’isola di Mozia, la perla archeologica dello Stagnone che i Cartaginesi difendono invano nel 397 a.C. dagli attacchi di Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. I superstiti si rifugiano sul vicino promontorio di Capo Boeo, e qui fondano Lilybeo. Poi la lunga dominazione dei Romani, sotto i quali fiorisce il commercio e si sviluppano gli affari. Nell’VIII secolo arrivano i pirati Arabi: distruggono Lilybeo e la ribattezzano col nome di Marsa Allah, Porto di Dio (secondo altri Marsa Alì) da cui l’attuale nome Marsala.
Ai musulmani seguono i Normanni e gli Svevi: siamo a cavallo tra il XII e il XIII secolo, durante il quale gli interessi economici della città si spostano dal mare alla terraferma. Marsala diventa centro agricolo, nascono e si sviluppano i feudi nei quali - grazie agli Angioini - si diffondono le colture dei cereali e cresce la pastorizia. Nel 1575 avviene un fatto clamoroso: gli Spagnoli chiudono il porto per fronteggiare le invasioni dei pirati. E’ il declino delle attività legate al mare, mentre si avvia la diffusione della viticoltura. Lungo le coste spuntano torri d’avvistamento; nell’entroterra nascono i bagli che scandiscono i ritmi della vita contadina.
Un “rincorrersi” tra mare e terra la storia di Marsala che - nel 1773 - trova un suo punto di equilibrio nel vino grazie agli Inglesi. Prima John Woodhouse (intraprendente commerciante di Liverpool), poi Ingham e Whitaker scoprono e valorizzano la più antica Doc d’Italia: il marsala. I Florio, dieci anni dopo, saranno i primi italiani a commercializzarlo. Nel periodo Risorgimentale, l’11 Maggio 1860 è una data importante per Marsala: sbarca Giuseppe Garibaldi che, con i Mille, avvia da qui l’unità d’Italia. Il resto è storia recente, pressappoco identica a tante altre cittadine del meridione italiano, aggravata dai bombardamenti della 2^ guerra mondiale: l’11 Maggio 1943, il più terribile di tutti. Per l’eroica capacità di ripresa da quel nefasto giorno, Marsala è insignita della Medaglia d’Oro al Valore Civile.

L’avere subito tante dominazioni straniere ha i suoi risvolti positivi - oltre che nelle testimonianze e nei documenti storici - anche nel senso dell’ospitalità mediterranea dei marsalesi. Nell’ultimo decennio si è notevolmente incrementato il flusso delle presenze turistiche, aumentando altresì la ricettività. Dai tre alberghi di dieci anni fa si è passati agli attuali 14; mentre un vistoso incremento si è avuto nell’extralberghiero: agriturismi, e affittacamere sono ora una trentina. In crescita anche i posti letto: oggi se ne contano più di 1.400, cui vanno aggiunte le casevacanza utilizzate nel lungo periodo estivo. Tutto ciò è frutto di una seria programmazione delle Amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, con progetti di promozione del territorio che hanno visto Marsala presente in molte rassegne turistiche in Italia e all’estero. Il restauro artistico e architettonico delle opere pubbliche, poi, ha ridato lustro all’antica Lilybeo.
Così, il centro storico - racchiuso tra Porte e Bastioni - svela musei e palazzi, chiese e monumenti, piazze e teatri. Sulla via della Giudecca ricade il moderno Complesso San Pietro che ospita il Museo civico. Nel Cassaro si fa shopping e si respira l’antico e il moderno di Marsala; mentre artistico e suggestivo è il mercato del pesce, nel quartiere spagnolo. Verso Capo Boeo si estende il Parco archeologico con la Venere Callipige e la Nave Punica, i mosaici dell’Insula romana e la grotta della Sibilla Lilybetana con il Battistero di San Giovanni. Ma l’itinerario artistico e culturale riserva altre tappe: il Convento del Carmine (sede della Pinacoteca comunale), il “regio” teatro Eliodoro Sollima, piazza Loggia con la Cattedrale e Palazzo VII Aprile, il museo con gli Arazzi fiamminghi. Fuori dal centro urbano, si ammira la laguna dello Stagnone con le quattro isole della Riserva naturale, le saline, i mulini a vento: tesori di un paesaggio incontaminato, tipicamente mediterraneo. Il Canalone, poi, costeggia il parco attrezzato di Villa Genna e si snoda fino agli imbarcaderi per l’isola di San Pantaleo, lungo vasche e montagne bianche di sale: al tramonto i colori creano riflessi di insolita bellezza. Uno scenario incantevole fino alla fenicia Mozia, custode di pregevoli reperti archeologici esposti nel museo Withaker. Su tutti si impone la statua del Giovane in tunica.
La “Pro Loco” e la “Strada del Vino di Marsala Terre d’Occidente” sono le Associazioni cui fare riferimento per un tour nel territorio, lungo itinerari in cui degustare vini e piatti tipici: rinomati il cuscus di pesce, la pasta con le sarde, i busiati (pasta fresca lavorata a mano) con tonno. Tra i dolci, cassata, cannoli e cappidduzzi di ricotta; cassateddi di fichi secchi, mustazzoli di vino cotto. Tantissimi i gusti dei gelati artigianali: gelsi, mandorla e anguria i più caratteristici.
Arrivederci a Marsala, terra di Sicilia.

LE SFINCI

Cosa gustare a Marsala? April 8th, 2008

Ingredienti: 1 kg di farina, 1 kg di patate; 1 uovo; un quarto di litro di latte; 40 gr. di lievito; zucchero o cannella o miele q.b.

Impastate la farina e le patate, dopo averle bollite e passate al setaccio. Aggiungete l’uovo, il latte e il lievito con poca acqua calda. Lavorate bene il tutto aggiungendo acqua calda fino a farla diventare un impasto soffice.

Lasciare lievitare fino a quando l’impasto non è ben gonfio. Versarlo a cucchiaiate (o modellandolo con le mani in forma di palline), nell’olio bollente.

Disponete le sfinci in un vassoio spolverandole con dello zucchero o della cannella o del miele riscaldato.

IL CUSCUS DI PESCE

Cosa gustare a Marsala? April 8th, 2008

Ingredienti: per 6 persone. 1 Kg. di semola, 1 Kg. e 500 gr. di pesce da zuppa,2 mazzi di prezzemolo, 6 cipolle, 30 gr. di peperoncino, 30 cl. di olio di oliva, 40 gr. di aglio, cannella a piacere, 500 gr. di concentrato di pomodoro, 1 limone, 100 gr. di mandorle sgusciate, alloro.

1° fase: preparare l’acqua per la cottura a vapore della semola con alloro, limone, ciuffi di prezzemolo, una cipolla e la cannella se piace.

2° fase: tritare 4 cipolle e soffriggere con l’olio di oliva in un tegame capiente. Non appena dorata la cipolla aggiungere il concentrato di pomodoro e riempire il tegame d’acqua. Portare ad ebollizione e far bollire per circa 45 min. . A parte preparare un pesto d’aglio, mandorle, prezzemolo e un pizzico di sale, da aggiungere poi al brodo. Quindi aggiungere i pesci precedentemente lavati e squamati, aggiustare di sale. Il pesce più appropriato per la zuppa è il bope, lo scorfano, la cernia, il grongo, la ricciola, il sauro, la serrania e la trascina. Quando il pesce è cotto e sale in superficie bisogna toglierlo dal brodo.

3° fase: mettere la semola in un recipiente, preparare un altro recipiente con l’acqua leggermente salata e una grossa insalatiera. La semola si lavora un pò per volta, bagnandola con l’acqua e agendo in senso rotatorio con le mani. Terminato di “incocciare” (termine trapanese per definire il modo in cui si lavora la semola fino a ridurla a “cocci” cioè chicchi) condire con il sale, pepe, una cipolla tritata, prezzemolo, un succo di mezzo limone, alloro, olio e mandorle tritate. Versare il tutto nella cuscussiera con molto garbo, “a pioggia” e cuocere a vapore sull’acqua preparata inizialmente, assicurandosi che non vi sia fuoriuscita di vapore tra pentola e “cuscusiera”. Appena spunta il vapore nella cuscusiera fa trascorrere un’ora affinché la semola sia cotta al punto giusto. Quindi versare la semola nell’insalatiera, versare il brodo di pesce fino a quando la semola non risulti omogenea.

4° fase: ricoprire il cous cous con una tovaglia e una coperta di lana e lasciarlo riposare per un’ora. Quindi servire con il brodo rimasto e il pesce.

Spaghetti con uova di ricci

Cosa gustare a Marsala? January 16th, 2008

TEMPO DI PREPARAZIONE: 60 minuti

DIFFICOLTA’: media

INGREDIENTI: 500 gr. di spaghetti n° 100 ricci di mare 1 spicchio d’aglio pepe e sale quanto basta un mazzetto di prezzemolo olio d’oliva extravergine.

PREPARAZIONE: tagliate i ricci a metà, puliteli bene e prelevate le uova che sistemerete in una terrina. Mettete sul fuoco una padella con dell’olio e fate soffriggere a fuoco lento l’aglio schiacciato. Mettete una pentola sul fuoco con l’acqua e portate ad ebollizione. Salate, calate gli spaghetti e fateli lessare. Scolateli bene al dente e conditeli con l’olio, dopo avere eliminato l’aglio. Aggiungete quindi le uova dei ricci senza mescolare e spolverate con abbondante prezzemolo tritato e pepe. Serviteli caldissimi su di un piatto di portata.

Cantine a Marsala

Cosa gustare a Marsala? December 27th, 2007


Alcune delle più note cantine del Marsalese dove è possibile assaporare quell’ottimo vino che è il Marsala.

Cantina Sociale Paoline - Scrivi una recensione

Contrada Paoline, 91025 Marsala (TP) - 0923 967042

Indicazioni stradali

Via Sappusi, 22, 91025 Marsala (TP) - 0923 737295

Sito Web - Indicazioni stradali - Recensioni

Corso Calatafimi, 39, 91025 Marsala (TP) - 0923 964285

Indicazioni stradali

Contrada Casabianca, 161/A, 91025 Marsala (TP) - 0923 982231

Sito Web - Indicazioni stradali

Contrada Birgi Nivaloro, 91025 Marsala (TP) - 0923 966933

Sito Web - Indicazioni stradali

Contrada Birgi Nivaloro, 158, 91025 Marsala (TP) - 0923 966736

Sito Web - Indicazioni stradali

Contrada Berbaro, 388, 91025 Marsala (TP) - 0923 960333

Sito Web - Indicazioni stradali

Via Florio Vincenzo, 3, 91025 Marsala (TP) - 0923 721633

Indicazioni stradali

Via Salemi, 101, 91025 Marsala (TP) - 0923 723311

Indicazioni stradali

Via Florio Vincenzo, 3/A, 91025 Marsala (TP) - 0923 723285

Indicazioni stradali

Marsala, un grande mito italiano da riscoprire

Cosa gustare a Marsala? December 6th, 2007

BotteflorioNella percezione dei consumatori italiani non credo esista un vino più “dislessico” del Marsala: tutti lo conosciamo nella versione edulcorata nei cibi e dolci (spesso utilizzando un prodotto di qualità discutibile), e al tempo stesso riconosciamo (senza conoscerlo effettivamente) la sua qualità di grande vino da meditazione. Eppure nessun altro grande vino “fortificato” - Madeira, Porto, Sherry - gode nel proprio paese di origine di una sorte simile. Forse in Italia siamo troppo “ricchi” di grandi vini ed il Marsala deve faticosamente ritagliarsi spazi tra i consumatori. Tutti lo conosciamo di fama, in pochi lo consumiamo.

Con questi pensieri ho affrontato un’interessante serata in compagnia di amiche e amici (un grazie particolare alla sempre “vulcanica” Nilla Turri, sempre protagonista con originali iniziative di approfondimento e divertimento sull’eno-gastronomia) presso l’Enoteca Segreta di Verona (complimenti a Luigi Poli per l’ottima accoglienza nel suo locale).
Serata interamente dedicata al Marsala delle Cantine Florio: una rassegna delle tipologie classiche e poi via con una vertiginosa “verticale”: Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939!
L’ospite d’eccezione - nostra guida attraverso la storia del prestigioso marchio Florio e per tutta la degustazione - è stato Carlo Casavecchia, direttore generale di Case Vinicole di Sicilia Spa, la società nella quale sono confluite nel 2001 le Cantine Florio (dal 1987 di proprietà della Illva di Saronno) dopo la fusione con la Duca di Salaparuta.

Bottiglieflorio_1Il mondo del Marsala è caratterizzato da molti punti in comune con la storia del Porto: uno di questi è che si deve al commerciante inglese John Woodhouse la fondazione dell’industria del vino Marsala nell’anno 1773 (qui sotto due link a schede storiche per maggiori dettagli). Il Vinho do Porto aveva già quasi un secolo di mercato alle spalle, e i commercianti inglesi - stante il perdurante conflitto con i Francesi e l’embargo sui loro vini - avevano un mercato domestico da soddisfare.
Nel 1833 Vincenzo Florio cominciò la produzione in uno stabilimento della superfice di 1000.000 mq. diventando rapidamente il marchio più importante e uno dei vini italiani più conosciuto e venduto nel mondo, rivaleggiando con Porto e Madeira per almeno un secolo. Dopo numerose vicissitudini e il cambio di proprietà (Cinzano), nel 1986 il Marsala finalmente otteneva la DOC che imponeva regole di produzione più severe ed un lento recupero della qualità, garantita oggi dalla famiglia Reina della Illva di Saronno che dal 1987 sono i proprietari del prestigioso marchio Florio (il quale detiene oggi il 60% del mercato del Marsala di lungo invecchiamento).

La degustazione
Non essendo un professionista non fornirò altro che impressioni.
Tra i 4 vini rappresentativi delle tipologie di Marsala (Vergine, Superiore Secco, Superiore Dolce, Riserva) il Targa Riserva “1840″ del 1997 mi ha particolarmente colpito per l’eleganza e l’equilibrio stagionato del semi-secco. Molto piacevole, un ottimo vino da meditazione con un ottimo rapporto prezzo-qualità. Ad una incollatura, direi, il Vecchioflorio Dolce 2002 ed il Terre Arse 1994 (Marsala Vergine). Quest’ultimo, consumato ben freddo, è un notevole aperitivo. Meno interessante - rispetto a questi - il Vecchioflorio Secco 2001.

La “verticale”
La Florio conserva e possiede un enorme patrimonio di Marsala di lunghissimo invecchiamento, risalenti al periodo a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le Riserva Storica degustate fanno parte della Selezione Garibaldi e sono state spillate direttamente dalle piccole botti dove sono conservate.
Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939.
A parte il rispetto per vini di questa età, la personale preferenza è andata alla Riserva 1952, ma è molto soggettiva questa opinione!
Essendo questi vini difficilmente accessibili ai comuni consumatori - questa serata è da ritenersi un’opportunità davvero eccezionale - ritengo che dilungarmi con aggettivi altisonanti per descriverli sarebbe inutile oltrechè noioso. E’ impressionante constatare come questi vini ossidati mantengano nel tempo un fascino complesso e ricco di sentori.

Mi permetto di sottolineare, invece, che ho trovato nel complesso molto più interessanti i primi vini “moderni”, proprio perchè più accessibili e godibili, dall’aperitivo alla meditazione, passando per formaggi “importanti” e cioccolata fondente. Spero che Florio e tutti gli altri produttori di Marsala insistano nell’offrirci prodotti invecchiati tra i 5 ed i 10 anni, mantenendo la qualità ad un prezzo corretto per vini di questo tipo. In questa direzione, il futuro del Marsala non potrà essere che roseo.

Alcuni dettagli sulla storia del Marsala:
Marsala, la Storia - Perbacco.net
Il Marsala: un mito dell’enologia italiana - di Virgilio Pronzati

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Feste e Sagre a Trapani

Cosa gustare a Marsala?, Eventi a Marsala September 19th, 2007

CALATAFIMI – TRAPANI

FESTA PATRONALE DEL CROCIFISSO

– 1-3 Maggio
Il primo maggio sfilata di ragazzi (cento) con oggetti sacri e preziosi (tesoro del crocifisso).
Il due maggio corteo dei rappresentanti delle corporazioni e mestieri.
Il tre maggio processione della vara d’argento con il Crocifisso.

CAMPOBELLO DI MAZARA – TRAPANI

FESTA DI SAN GIUSEPPE

– 19 Marzo
Un suonatore di tamburo (tammurinaru) precede l’arrivo della Sacra Famiglia in corteo. Quindi bussano alla porta di una casa, vengono ospitati nel mentre il tammurinaru racconta la vita del Santo.

CASTELVETRANO – TRAPANI

L’AURORA

– Pasqua
Statua della Madonna con braccia mobili, portata nella piazza del Duomo, dove incontrando la statua di Gesù, l’abbraccia.

FESTA DEL LAVORO

– Primo Maggio
Sfilata di carretti siciliani, rappresentanti i mestieri e le corporazioni, con gruppi in costume.

FESTA DEL SACRO CUORE DI MARIA

– Ultima domenica d’Agosto
Processione sul mare di barche con il simulacro della Madonna. Contemporaneamente sagra del pesce azzurro con folclore popolare.

MARSALA – TRAPANI

SACRA RAPPRESENTAZIONE

– Giovedì Santo
La vigilia sfilata di figuranti in costume (dodici Apostoli) recitanti dialoghi con Gesù, allestimento in piazza dell’Ultima Cena e tradimento di Giuda.
Giovedì sera , rappresentazione della Passione con Crocifissione.
Venerdì processione della statua della Madonna Addolorata.

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLCLORE

– 1-10 Settembre
Esibizione in piazza di vari gruppi folcloristici, sfilata di sbandieratori e carretti siciliani, afferta al pubblico di grappoli d’uva e di vini Marsala.

MAZARA DEL VALLO – TRAPANI

‘U FISTINU DI SANTU VITU

– Penultima settimana d’Agosto
Giovedì: processione all’alba di pescatori con fiaccole e carro trionfale, a seguire, rievocazione della vita del Santo con quadri di figuranti in costume. La domenica processione sul mare.

SALEMI – TRAPANI

FESTA DI SAN BIAGIO

– 3 Febbraio
Preparazione di pani votivi (cavaduzzi – cuccureddi – manine) benedetti ed offerti ai fedeli.

FESTA DI SAN GIUSEPPE

– 19 Marzo
Fedeli del Santo, penitenti, chiedono offerte, di casa in casa, per la chiesa; nelle case vengono allestiti altarini con pani votivi; vengono invitati a pranzo tre bambini (Sacra Famiglia).

TRAPANI

PROCESSIONE DEI MISTERI

– Venerdì-Sabato Santo
Corteo dei venti gruppi scultorei portati a spalla dai massari con incedere dondolante (annacata) al suono di musica, con penitenti incappucciati. Mezzanotte sosta per la Messa , quindi ripresa della processione fino a tarda mattina del Sabato Santo con rientro nelle Chiese.

i cibi della tradizione siciliana..

Cosa gustare a Marsala?, il mio BLOG September 19th, 2007

devita.JPGConsiglio vivamente di andare a mangiare, per chi passa da queste parti dalla Famiglia De Vita. Si tratta di un ristorante & pizzeria nelle zone di S.Leonardo/Cutusio. Si mangia veramente bene, ed i prezzi sembrano essersi fermati a quando c’era la lira..

Sbirciando in rete ho trovato anche il loro sito web http://www.pizzeriadevita.com

Buon Appetito a tutti…

La Cassata Siciliana

Cosa gustare a Marsala? July 12th, 2007

cassataIngredienti: 1 pan di Spagna; 1 bicchiere di vermut bianco
- per il ripieno: 500 gr. di ricotta; 300 gr. di zucchero; 50 gr. di cioccolato fondente; 50 gr. di zucca candita; 1 bustina di vaniglia.
- per la pasta reale: 200 gr. di farina di mandorle; 200 gr. di zucchero; 100 gr. di acqua; colorante verde per dolci; 400 gr. di frutta candita.
- per la glassa: 200 gr. di zucchero a velo; acqua quanto basta.

Tagliare il pan di Spagna in tre dischi e inzupparlo con uno sciroppo composto da acqua, vermut e zucchero. Preparare la pasta reale unendo la farina di mandorle, l’acqua e lo zucchero e il colorante lavorandola fino ad ottenere un impasto morbido. Stenderlo e tagliare dei rettangoli lunghi quanto l’altezza dello stampo, rotondo e preferibilmente svasato.

Foderare con i rettangoli il bordo dello stampo alternandoli a rettangoli di pan di Spagna ricavati da uno dei dischi. Porre uno dei dischi sul fondo dello stampo e versare la crema di ricotta preparata lavorando la ricotta con lo zucchero fino ad ottenerne una crema fine e poi aggiungendo la vaniglia, la zucca e il cioccolato. Coprire con l’altro disco di pan di Spagna.

Dopo aver fatto riposare per mezz’ora sformare la cassata e ricoprirla con la glassa preparata sciogliendo lo zucchero a caldo con l’acqua fino ad ottenere uno sciroppo trasparente. Versare quando è fredda. Decorare la cassata con la frutta candita al fine di ottenere un buon risultato estetico.

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Le Arancine di Riso

Cosa gustare a Marsala? July 12th, 2007

arancineIngredienti per 4 persone: 400 gr. di riso, 1/2 bustina di zafferano, 150 gr. di tritato di vitello, 1/2 pomodoro pelato, 100 gr. di piselli sgusciati, 6 uova, 75 gr. di caciocavallo fresco, sale e pepe q.b., olio di semi per frittura, 100 gr. di burro, mezza cipolla, 300 gr. di farina, 300 gr. di pan grattato.

Lessate il riso e scolate bene al dente e rimescolatelo con lo zafferano, 3 uova, metà del burro e lasciate freddare. Sbollentate i piselli, scolateli e rosolateli nel burro rimasto. In un altro pentolino soffriggete la cipolla tritata, aggiungete la carne, un po’ di sale e pepe, il pomodoro pelato e lasciate cuocere a fuoco basso, coprendo.

Appena questo ragù sarà pronto, mescolatelo ai piselli e passate alla preparazione degli arancini: prendete un po’ dell’impasto fatto con il riso e fatene una conchetta, versate in essa un po’ di ripieno, un dadino di caciocavallo fresco e coprite con altro riso, formando una palla. Passate gli arancini in farina, poi nelle uova sbattute con sale, quindi nel pan grattato. Friggete in olio abbondante.

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2007 - Pierpaolo Mannone
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