Turismo Nautico
Sicilia, cosa Vedere ? April 8th, 2008
Potrete trovare i maggiori informazioni sul turismo nautico della nostra zona QUI
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A 750 metri dal mare dove per secoli gli uomini si sono contesi questo luogo, sorge Erice, fondata molto probabilmente dai misteriosi Elimi, che organizzarono i propri villaggi in luoghi inaccessibili su erte montagne e vi edificarono una munitissima fortezza, contesa dai Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani, che trasformò la città, assieme a Enna e Siracusa, in una delle migliore fortezze dell’isola. Erice fu chiamata dai Normanni Monte S. Giuliano, (che mantenne fino al 1936) in onore del Santo che il Conte Ruggero aveva visto in sogno durante l’assedio della rocca; da allora iniziò una nuova fase di prosperità che continuò anche sotto Svevi, Angioini ed Aragonesi. Questi secoli furono all’insegna di un tenore di vita molto alto grazie ai proventi dell’agricoltura, della pastorizia e dall’artigianato. Infatti la sua diocesi divenne, con Monreale e Siracusa, tra le più grandi e potenti della Sicilia e la città fu arricchita di chiese e palazzi formando così l’attuale volto urbanistico. Questa prosperità ebbe fine verso il ‘700 quando, con i Borboni, Trapani venne elevata alla carica di capo-valle facendo venire meno i proventi che avevano resa florida Erice. Ciò obbligò la città, la sua diocesi e la biblioteca a vendere molti dei suoi floridi possedimenti ai principi siciliani.
Nel borgo di Erice si affacciano cortili fioriti racchiusi tra le mura, case piccole, stradine selciate di pietra a disegni e sul punto più alto dell’abitato sulle rovine del tempio, si erge il Castello di Venere adiacente agli splendidi giardini del Balio da dove lo sguardo spazia con ampia e incantevole veduta sulle isole Egadi, le Saline di Trapani e la costa occidentale della Sicilia. Centro di grande richiamo turistico, conosciuto anche come “città della scienza”, animato da botteghe di artigianato tipico, è possibile ammirare le ceramiche decorate, i tappeti tessuti a mano, oltre i tradizionali dolci di mandorla.
Per vivere pienamente l’incantesimo di questa cittadina consigliamo di lasciare l’auto a Piazza Grammatico e entrare dal principale ingresso della città che è Porta Trapani. La porta, rivolta verso Trapani, faceva parte delle fortificazioni elimo-puniche le cui mura si snodano per 700 metri fino a Porta Spada dove vi è un posto di guardia medioevale.
Svoltando a sinistra si può raggiungere la Chiesa Madre intitolata alla Vergine Assunta e fatta costruire da Federico d’Aragona nel XIV secolo ma successivamente rimaneggiata. La chiesa è preceduta da un poderoso campanile, coevo alla chiesa, originariamente una torre di vedetta mentre il portico risale al 1426 mentre i merli sono anch’essi di recente fattura. 
Proseguendo per via Chiaramonte è possibile visitare l’ex Monastero del SS Salvatore, Palazzo Chiaromonte, costruito tra il ‘200 e il ‘300 e poi, attraversando Corso Vittorio Emanuele, raggiungere piazzetta San Martino dove sorge l’omonima chiesa che fu eretta agli inizi del XVIII secolo, sul sito di una chiesetta normanna, e dal cui interno si può accedere al raffinato oratorio della Congregazione del Purgatorio di stile rococò. Nelle immediate vicinanze si trova la Chiesa di San Carlo, edificato ai primi del ‘600. L’annesso convento era famoso in quanto ospitava le monache di clausura che, fino a pochi anni fa, vendevano i dolcetti preparati secondo le antiche ricette. Oggi l’ex convento è sede dalla La Salernitana, centro internazionale di promozione artistica e culturale e sede di interessanti mostre.
Proseguendo per via Roma si raggiungono prima i Giardini del Balio, ideati nel 1878 dal conte Pepoli e così chiamati in onore del governatore normanno Bajulo, e successivamente il Castello di Venere, detto anche del governatore, risalente ai Normanni che lo edificarono sulle rovine del Santuario di Venere. Le adiacenti Torre Medioevali costituivano l’avamposto del Castello, cui erano uniti da poderose cortine murarie. Furono parzialmente ricostruite nella metà del secolo scorso per volontà del conte A. Pepoli cui si deve anche l’edificazione della Torretta Pepoli. Terminata la visita percorrendo la via Gervasi e la via Cusenza si raggiunge la Chiesa di San Giovanni Battista, che domina un precipizio e poi la Chiesa di San Cataldo al cui interno vi è un crocifisso ligneo ritenuto miracoloso. A breve distanza si erge la Chiesa di San Pietro, oggi sede del Centro Internazionale di Cultura “Ettore Maiorana”, da cui si può raggiungere, percorrendo via Salerno, il centro della cittadina dove si erge il Palazzo Municipale nel quale hanno sede il Museo e la Biblioteca Comunale. Quest’ultima è ricca di 11.000 volumi, 300 manoscritti del ‘600 e del ‘700, antichi documenti d’archivio e 10 preziosi incunaboli. Il museo ha, invece, tra i suoi pezzi forti un gruppo marmoreo di A. Gagini (1525) , raffigurante l’Annunciazione, una testina di Afrodite risalente al IV sec. a.C. e la rarissima “pintadera”, stampo utilizzato nel neolitico per imprimere sulla pelle disegni ornamentali.
Terminata la visita meritano anche di essere visitate la graziosa settecentesca Chiesa di Santa Teresa, la Chiesa del Carmine e il Palazzo Militare, entrambi quattrocenteschi, e la Chiesa di Sant’Orsola o dell’Addolorata che custodisce i gruppi dei Misteri realizzati nel ‘700 e riproducenti episodi della passione di Cristo.
Tags: erice
Se volete passare delle vacanze in Sicilia interessanti e indimenticabili, vi offriamo la possibilità di vivere in un appartamento in affitto per 1, 2, 3 settimane a Marsala, l’antica Lilybeo, punta estrema della Sicilia occidentale, città che conserva un fascino, una cultura e una tranquillità di altri tempi.
Qui ancora si respira l’aria delle grandi civiltà che vi sono passate e dei popoli che vi hanno vissuto: fenici, greci, romani, arabi, spagnoli, tutto parla di loro.
Marsala è la città del vino (il vino marsala che ne porta il nome); di Garibaldi e dei Mille, che qui sbarcarono l’11 maggio 1860. Poco distante da Erice, Segesta, Selinunte, le Cave di Cusa, offre testimonianze di storia, arte e cultura. Nel Museo archeologico, sul lungomare, è conservata la Nave Punica, unico esemplare al mondo di nave da guerra. Poco distante Mozia, isola fenicia nella Riserva naturale dello Stagnone, unico con il fascino dei suoi mulini a vento e delle sue Saline.
Sullo sfondo altre isolette e l’arcipelago delle Egadi, nel cuore del Mediterraneo, con Favignana, Levanzo e Marettimo. Marsala è città ideale per trascorrervi una vacanza tra mare, sole, spiagge e sport acquatici (kitesurfing, windsurfing, vela…) o immersi nella cultura e a contatto con la natura e i suoi Mille… sapori.
In primavera, per le solennità Pasquali, possiamo ammirare le famose processioni che rappresentano la Passione e Morte di Gesù Cristo. Famosa in tutto il mondo quella del Giovedì Santo che si snoda per le vie della città suscitando ammirazione per gli splendidi costumi e la recitazione. In Maggio, la rievocazione storica dello Sbarco di Garibaldi con i suoi Mille l’11 Maggio 1860. I inverno il clima mite e soleggiato offre la possibilità di incantevoli passeggiate.
E’ ’ la piu’ grande laguna della Sicilia (si estende per oltre 2000 ettari tra Trapani e Marsala. Esso e’ composto da 4 isole: Mozia, La Scuola, Isola Lunga e Santa Maria. Vi troviamo boschetti di Pino d’aleppo e palma nana nonche’ splendide piante come i rari Giglio Bizantino e Calendula; è uno splendido giardino mediterraneo che permette la vita ad una ornito-fauna migratoria come Garzette, Mignattai e Bigiarelle e uccelli nidificanti Calandra, Verzellino e Cardellino. Infine nelle sue calde e basse acque cresce la poseidonia oceanica della quale possono apprezzarsi distesi banchi.

Tags: mozia, riserva naturale
Prima riserva naturale istituita in Sicilia, ingloba 7 Km di splendida ed incontaminata costa, con una miriade di piccole baie e calette. I sentieri che conducono al mare si snodano sinuosi tra la flora e la fauna mediterranea, in uno scenario di incomparabile bellezza.
Tags: lo zingaro
Sulla cima di un monte, a pochi chilometri da Marsala, posa Erice, citta’ antichissima, le cui origini sono avvolte nella leggenda. Certo e’ che Erice conobbe tante dominazioni, gli Elimi, i Fenici, i Greci, i Romani, gli Arabi, i Normanni, di cui ancor oggi porta la testimonianza. Da visitare e’ sicuramente il Castello di Venere, i magnifici giardini del Balio e il centro tutto. Quest’ultimo mantiene ancora oggi il suo aspetto medievale, con piazzette, strade strette, cortili fioriti, chiese e tante botteghe dell’artigianato e della pasticceria locale.
Seguendo dal centro di Marsala verso nord la cosidetta ‘via del sale’, ecco sotto i nostri occhi la Laguna dello Stagnone, riserva naturale orientata, habitat di fenicotteri rosa, aironi, cavalieri d’Italia. Nelle sue basse acque si specchiano le saline, i mulini a vento e le sue isolette. Qui ci si puo’ incantare davanti a tramonti che tingono il cielo e il mare dei colori dell’oro, del porpora, del viola o ci si puo’ dilettare con canoe, pedalo’, surf. Tra le isole della laguna, Mozia, facilmente raggiungibile dagli imbarcaderi, e’ un sito archeologico di fama mondiale per la presenza di uno tra i piu’ importanti musei della civilta’ punica e perche’ essa tutta e’ un ‘museo sotto le stelle’.
Tags: stagnone
Marsala offre 14 Km di coste e un lungomare con un panorama senza eguali, un balcone dal quale si scorgono le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo.
La costa, presso il centro cittadino e’ rocciosa; proseguendo verso sud, dopo il porticciolo turistico, cominciano le spiagge sabbiose, libere o attrezzate, lambite da un mare limpido e cristallino, ora verde ora azzurro, che vanta da tanti anni il titolo di ‘Bandiera Blu d’Europa’.
Marsala è servita dall’Aeroporto di Trapani-Birgi, con collegamenti giornalieri con Roma e Milano e altre importanti città, distante c.a. 8 km dal centro cittadino.
Punta estrema occidentale della Sicilia la città sorge su Capo Boeo, con vista sulle isole Egadi e sulle isole dello Stagnone (queste ultime fanno parte del territorio comunale). Proprio l’arcipelago dello Stagnone è una delle zone più suggestive della città, essendo riserva naturale e avendo un ricco patrimonio storico. Mothia (una delle isole) infatti fu insediamento fenicio che diede origine alla attuale città. Quando infatti i siracusani riuscirono a espugnare Mothia dopo innumerevoli e vani assedi la distrussero. I sopravvissuti fondarono, insieme ai nuovi padroni romani, Lilybeo proprio dove oggi sorge Marsala.
Marsala si sviluppa intorno ai due assi viari dell’impianto originario fenicio e poi romano, il cardo e il decumano (oggi via XI maggio, altrimenti detta il “Cassero”), che si incrociano al centro della città e collegano i quattro antichi ingressi, due dei quali ancora esistenti: Porta Nuova, ricostruita nel ‘700, e Porta Garibaldi, l’ex Porta di mare, che l’11 maggio 1860 vide il passaggio dei Mille che entravano a Marsala.
Questo quadrilatero, delimitato anticamente da una cinta muraria della quale restano solo due bastioni e un baluardo, racchiude il centro storico, con il cinquecentesco Quartiere spagnolo, che oggi ospita gli uffici del Comune; Palazzo VII aprile, costruito tra il ‘500 e il ‘600 dove in precedenza si trovava la Loggia dei Pisani, oggi sede del Consiglio Comunale; la Chiesa Madre, con la maestosa facciata barocca, ricostruita, a partire dal 1600, sull’impianto normanno del 1176 e dedicata a San Tommaso di Canterbury; il monastero cinquecentesco di San Pietro, nell’antico quartiere ebraico; il medievale Convento del Carmine e molte altre chiese, conventi, palazzi gentilizi di notevole valore storico, artistico e architettonico, costruiti in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo.
Un piccolo edificio adiacente alla Chiesa Madre ospita il Museo degli Arazzi, nel quale è esposta una bellissima sequenza di otto arazzi fiamminghi databili intorno al 1570, che narrano le vicende della guerra romano-giudaica del ’66 d.C.
Negli ultimi anni il centro storico di Marsala è stato oggetto di un’opera di recupero e valorizzazione che ha restituito alla città gran parte dell’antico splendore e la fruibilità di importanti edifici come il complesso monumentale San Pietro, divenuto sede del Museo civico e di un centro culturale polivalente, e il Convento del Carmine che oggi ospita la Pinacoteca comunale.
Gli interventi hanno permesso di riaprire anche il Regio Teatro comunale, costruito all’inizio dell’800 su iniziativa di alcuni nobili marsalesi. Il teatro, un piccolo gioiello con 300 posti tra platea, palchi e loggione, è stato riaperto nel 1994 ed intitolato al compositore Eliodoro Sollima.
Di grande attrazione è la “riserva dello Stagnone” dove sorgono le saline.
Nel 397 a.C. la colonia fenicio-punica di Mozia, fiorita sull’isola di San Pantaleo, a poche miglia dalla costa della Sicilia sud-occidentale, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I. I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e fondarono un nuovo insediamento a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia “la città che guarda la Lybia”, perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell’Africa.
La Lylibeo cartaginese passò in mano ai romani nel 241 a.C., per divenire uno dei centri più importanti della Provincia siciliana: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l’appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C.
Devastata dai Vandali all’inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all’impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L’arrivo degli arabi, nel IX secolo, segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l’inizio della rinascita della città, che fu ribattezzata Marsa Alì o Marsa Allah (Porto di Alì o anche Porto (Marsa) Alì (Grande) - data la grandezza dell’antico porto sito presso Punta d’Alga - o Porto di Allah), donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo.
A partire dalla fine dell’XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane.
Ma l’interramento del grande porto di Punta d’Alga, disposta nel 1575 dall’imperatore Carlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura.
Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un’altra svolta nella storia della città. Alla fine del ‘700, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l’approdo dell’inglese John Woodhouse che “scoprì” il vino marsala e ne avviò l’esportazione annoverando tra i suoi più illustri clienti l’ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Si deve ai Woodhouse l’esplosione dell’economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali tra cui il nuovo porto di Margitello.
Il cassaro (via XI Maggio)Proprio in quel porto avvenne un’altro sbarco importante per la storia della città: quello di Giuseppe Garibaldi che, sbarcando a Marsala l’11 maggio 1860 con i suoi leggendari Mille, decise di iniziare proprio da qui l’unificazione dell’Italia.
Nella storia di Marsala vi è però anche un altro 11 maggio, un triste ricordo per la cittadinanza, quello del 1943: un bombardamento britannico sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò prerennemente il centro storico barocco della città.Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d’oro al valor civile.
L’economia della città è ancora oggi fortemente legata alle attività vitivinicole, anche se negli ultimi anni il turismo sta diventando una fonte di reddito altrettanto importante. E non poteva essere altrimenti, con i suoi 14 km di costa e con le sue bianche spiagge, con la sua storia che si respira per le vie del centro, nei musei Baglio Anselmi e nel Museo civico dell’ex convento di San Pietro.
Dal suo porto partono tra l’altro i collegamenti per l’isola di Favignana distante circa 15 minuti di navigazione.
Marsala è costituita dal punto di vista urbanistico da centri abitativi eterogenei e difformi diffusi in tutto il suo territorio tale da definirlo l’unico esempio di Città-territorio in Sicilia. Si distinguono: - il centro storico, racchiuso nel perimetro della città medioevale (di cui sopra), dove sono localizzate quasi tutte le strutture monumentali,culturali e amministrative. - il centro urbano, cresciuto attorno all’antico centro storico , che si estende a sud fino alla c.da casabianca(sulla statale per Mazara del vallo), a nord fino alla contrada Santa Venera, ad est fino alla c.da S.Silvestro(sulla statale per Salemi). - le contrade, costituiscono la vera pecularietà del territorio comunale, sono circa 100 e distano dal centro da 1 a 15 Km. si tratta di nuclei abitativi che sorgono lungo gli assi viari più importanti senza soluzione di continuità , nella maggioranza di esse non esiste un centro vero e proprio,ma strade ampie in cui si immettono decine di piccole vie abitate e che conducono al cosiddetto “chianu” ossia un nucleo abitativo di antiche case affacciate ad un piazzale comune ove era collocato un pozzo d’acqua per l’uso delle famiglie che vi abitavano.
Le origini delle contrade risalgono alla fine dell’ottocento-primi del novecento e traggono origine dalla spiccata attività agricola del territorio; molti contadini risiedevano nel centro città ma i poderi agricoli distavano anche ore di strada percorribile con carretti o asini(da cui l’appellativo di città degli asinelli) e ciò costituiva un problema logistico non indifferente nei periodi di intensa attività(vendemmia, mietitura ecc.); l’esigenza di soggiornare nel luogo di attività per lunghi periodi diede avvio all’origine del “chianu”, luogo abitativo temporaneo e successivamente definitivo da cui originano le attuali contrade. - le circoscrizioni, nascono nel 1978 per la necessità di gestire l’amministrazione ed i servizi in maniera capillare su un territorio molto articolato. Il comune viene suddiviso in 7 quartieri urbani e in 7 borgate extraurbane, ridotte successsivamente a 5 e attualmente in via di redifinizione, ognuna costituita da un numero consistente di contrade: San Leonardo-Birgi Paolini-Bosco, Strasatti, Terrenove-Ciavolotto, Amabilina-ciancio.
In periferia, verso Salemi, sorgono alcune contrade per lo più disabitate nelle aperte campagne: Chitarra, Mamuna, Zizza, Nasco, Buttagana, Capofeto, S.Nicola, Bellusa, Pozzillo, Rinazzo, Rassameli, Roccazzello, Falconiera, Abbadessa, Porcello, S.Ambrogio, Messinello, Giammabella, Pellegrino, Giaccatello, Alfaraggio. Ci sono numerosi bagli e impianti vinicoli.
La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è la prima riserva naturale istituita in Sicilia e ingloba un tratto di costa lungo circa 7 km. e la catena di montagne che fa da magnifica cornice ai suggestivi strapiombi sul mare. E’ importantissimo, oltre che per il suo splendido mare azzurro, profondo e intatto, per la grande ricchezza di piante rare ed endemiche (Perpetuino, Garofanino, Fiordaliso di Sicilia, Limonio di Todaro, Palma nana, Orchidea di Branciforti) e dal punto di vista faunistico (allo Zingaro nidificano almeno 39 specie di uccelli, principalmente rapaci, tra i quali: il Falco Pellegrino, il Gheppio, la Poiana). Lo Zingaro è importante anche dal punto di vista archeologico poiché nelle grotte dell’Uzzo, ha avuto sede uno dei primi insediamenti preiostorici della Sicilia. La riserva è visibile soltanto a piedi, e i vari itinerari guidati da una adeguata segnaletica sono di raro fascino e bellezza.