Itinerari: MARSALA - MARE

Sicilia, cosa Vedere ? December 14th, 2007

Marsala offre 14 Km di coste e un lungomare con un panorama senza eguali, un balcone dal quale si scorgono le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo.
La costa, presso il centro cittadino e’ rocciosa; proseguendo verso sud, dopo il porticciolo turistico, cominciano le spiagge sabbiose, libere o attrezzate, lambite da un mare limpido e cristallino, ora verde ora azzurro, che vanta da tanti anni il titolo di ‘Bandiera Blu d’Europa’.

Marsala

Eventi a Marsala, Sicilia, cosa Vedere ? November 24th, 2007

Marsala è servita dall’Aeroporto di Trapani-Birgi, con collegamenti giornalieri con Roma e Milano e altre importanti città, distante c.a. 8 km dal centro cittadino.

Punta estrema occidentale della Sicilia la città sorge su Capo Boeo, con vista sulle isole Egadi e sulle isole dello Stagnone (queste ultime fanno parte del territorio comunale). Proprio l’arcipelago dello Stagnone è una delle zone più suggestive della città, essendo riserva naturale e avendo un ricco patrimonio storico. Mothia (una delle isole) infatti fu insediamento fenicio che diede origine alla attuale città. Quando infatti i siracusani riuscirono a espugnare Mothia dopo innumerevoli e vani assedi la distrussero. I sopravvissuti fondarono, insieme ai nuovi padroni romani, Lilybeo proprio dove oggi sorge Marsala.

Marsala si sviluppa intorno ai due assi viari dell’impianto originario fenicio e poi romano, il cardo e il decumano (oggi via XI maggio, altrimenti detta il “Cassero”), che si incrociano al centro della città e collegano i quattro antichi ingressi, due dei quali ancora esistenti: Porta Nuova, ricostruita nel ‘700, e Porta Garibaldi, l’ex Porta di mare, che l’11 maggio 1860 vide il passaggio dei Mille che entravano a Marsala.

Questo quadrilatero, delimitato anticamente da una cinta muraria della quale restano solo due bastioni e un baluardo, racchiude il centro storico, con il cinquecentesco Quartiere spagnolo, che oggi ospita gli uffici del Comune; Palazzo VII aprile, costruito tra il ‘500 e il ‘600 dove in precedenza si trovava la Loggia dei Pisani, oggi sede del Consiglio Comunale; la Chiesa Madre, con la maestosa facciata barocca, ricostruita, a partire dal 1600, sull’impianto normanno del 1176 e dedicata a San Tommaso di Canterbury; il monastero cinquecentesco di San Pietro, nell’antico quartiere ebraico; il medievale Convento del Carmine e molte altre chiese, conventi, palazzi gentilizi di notevole valore storico, artistico e architettonico, costruiti in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo.

Un piccolo edificio adiacente alla Chiesa Madre ospita il Museo degli Arazzi, nel quale è esposta una bellissima sequenza di otto arazzi fiamminghi databili intorno al 1570, che narrano le vicende della guerra romano-giudaica del ’66 d.C.

Negli ultimi anni il centro storico di Marsala è stato oggetto di un’opera di recupero e valorizzazione che ha restituito alla città gran parte dell’antico splendore e la fruibilità di importanti edifici come il complesso monumentale San Pietro, divenuto sede del Museo civico e di un centro culturale polivalente, e il Convento del Carmine che oggi ospita la Pinacoteca comunale.

Gli interventi hanno permesso di riaprire anche il Regio Teatro comunale, costruito all’inizio dell’800 su iniziativa di alcuni nobili marsalesi. Il teatro, un piccolo gioiello con 300 posti tra platea, palchi e loggione, è stato riaperto nel 1994 ed intitolato al compositore Eliodoro Sollima.

Di grande attrazione è la “riserva dello Stagnone” dove sorgono le saline.

Nel 397 a.C. la colonia fenicio-punica di Mozia, fiorita sull’isola di San Pantaleo, a poche miglia dalla costa della Sicilia sud-occidentale, fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I. I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e fondarono un nuovo insediamento a cui diedero il nome di Lylibeo, ossia “la città che guarda la Lybia”, perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell’Africa.

La Lylibeo cartaginese passò in mano ai romani nel 241 a.C., per divenire uno dei centri più importanti della Provincia siciliana: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l’appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C.

Devastata dai Vandali all’inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all’impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L’arrivo degli arabi, nel IX secolo, segnò anche la ripresa dei traffici commerciali e l’inizio della rinascita della città, che fu ribattezzata Marsa Alì o Marsa Allah (Porto di Alì o anche Porto (Marsa) Alì (Grande) - data la grandezza dell’antico porto sito presso Punta d’Alga - o Porto di Allah), donde poi il nome attuale. La crescita economica e demografica portò ad un importante sviluppo urbanistico, improntato al modello arabo.

A partire dalla fine dell’XI secolo si susseguirono le dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese. Sotto la dominazione della casa spagnola, Marsala poté godere di un periodo di sviluppo e benessere, grazie al porto e alla coltivazione del fertile entroterra. La città visse una nuova fase di espansione e divenne una delle più importanti piazzeforti siciliane.

Ma l’interramento del grande porto di Punta d’Alga, disposta nel 1575 dall’imperatore Carlo V per fermare le incursioni saracene, segnò la fine di questa fioritura.

Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un’altra svolta nella storia della città. Alla fine del ‘700, fu ancora una volta un arrivo dal mare a cambiarne le sorti: l’approdo dell’inglese John Woodhouse che “scoprì” il vino marsala e ne avviò l’esportazione annoverando tra i suoi più illustri clienti l’ammiraglio Nelson e la flotta britannica. Si deve ai Woodhouse l’esplosione dell’economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali tra cui il nuovo porto di Margitello.
Il cassaro (via XI Maggio)Proprio in quel porto avvenne un’altro sbarco importante per la storia della città: quello di Giuseppe Garibaldi che, sbarcando a Marsala l’11 maggio 1860 con i suoi leggendari Mille, decise di iniziare proprio da qui l’unificazione dell’Italia.

Nella storia di Marsala vi è però anche un altro 11 maggio, un triste ricordo per la cittadinanza, quello del 1943: un bombardamento britannico sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò prerennemente il centro storico barocco della città.Proprio per il sacrificio di numerose vite umane a Marsala è valsa la medaglia d’oro al valor civile.

L’economia della città è ancora oggi fortemente legata alle attività vitivinicole, anche se negli ultimi anni il turismo sta diventando una fonte di reddito altrettanto importante. E non poteva essere altrimenti, con i suoi 14 km di costa e con le sue bianche spiagge, con la sua storia che si respira per le vie del centro, nei musei Baglio Anselmi e nel Museo civico dell’ex convento di San Pietro.

Dal suo porto partono tra l’altro i collegamenti per l’isola di Favignana distante circa 15 minuti di navigazione.

Marsala è costituita dal punto di vista urbanistico da centri abitativi eterogenei e difformi diffusi in tutto il suo territorio tale da definirlo l’unico esempio di Città-territorio in Sicilia. Si distinguono: - il centro storico, racchiuso nel perimetro della città medioevale (di cui sopra), dove sono localizzate quasi tutte le strutture monumentali,culturali e amministrative. - il centro urbano, cresciuto attorno all’antico centro storico , che si estende a sud fino alla c.da casabianca(sulla statale per Mazara del vallo), a nord fino alla contrada Santa Venera, ad est fino alla c.da S.Silvestro(sulla statale per Salemi). - le contrade, costituiscono la vera pecularietà del territorio comunale, sono circa 100 e distano dal centro da 1 a 15 Km. si tratta di nuclei abitativi che sorgono lungo gli assi viari più importanti senza soluzione di continuità , nella maggioranza di esse non esiste un centro vero e proprio,ma strade ampie in cui si immettono decine di piccole vie abitate e che conducono al cosiddetto “chianu” ossia un nucleo abitativo di antiche case affacciate ad un piazzale comune ove era collocato un pozzo d’acqua per l’uso delle famiglie che vi abitavano.

Le origini delle contrade risalgono alla fine dell’ottocento-primi del novecento e traggono origine dalla spiccata attività agricola del territorio; molti contadini risiedevano nel centro città ma i poderi agricoli distavano anche ore di strada percorribile con carretti o asini(da cui l’appellativo di città degli asinelli) e ciò costituiva un problema logistico non indifferente nei periodi di intensa attività(vendemmia, mietitura ecc.); l’esigenza di soggiornare nel luogo di attività per lunghi periodi diede avvio all’origine del “chianu”, luogo abitativo temporaneo e successivamente definitivo da cui originano le attuali contrade. - le circoscrizioni, nascono nel 1978 per la necessità di gestire l’amministrazione ed i servizi in maniera capillare su un territorio molto articolato. Il comune viene suddiviso in 7 quartieri urbani e in 7 borgate extraurbane, ridotte successsivamente a 5 e attualmente in via di redifinizione, ognuna costituita da un numero consistente di contrade: San Leonardo-Birgi Paolini-Bosco, Strasatti, Terrenove-Ciavolotto, Amabilina-ciancio.

  • Birgi è una frazione di circa 3.500 abitanti (comprese le contrade di Birgi Novi, Birgi Vecchi, Birgi Nivarolo, S.Teodoro, Isole dello Stagnone, Porcospino, Ragattisi, Ettore Infersa, S.Leonardo) situata al nord del comune di Marsala. Prende il nome dal fiume omonimo che la lambisce e che segna il confine con il comune di Trapani. Nel suo territorio ricade la laguna della Stagnone e dell’isola di Mozia; di particolare interesse, oltre allo Stagnone sono la torre di San Teodoro del XV secolo che faceva parte di un sistema difensivo, la necropoli di Mozia sita sulla terraferma e la salina Infersa del XVI secolo. Vi si trova l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi.
  • Bosco è una frazione di circa 5.500 abitanti (comprese le contrade di Bosco, Bufalata, Conca, Dara, Granatello, Madonna della Cava, Pecorume, Ciappola, Cutusio, Catenazzi); di interesse sono il baglio Whoodhouse dell’800, il baglio Oneto dello stesso periodo sito in una splendida collina con veduta sulle Egadi e sulle isole dello stagnone, la villa Ingham, la chiesa di Santi Filippo e Giacomo del XVI secolo.
  • Tabaccaro è una frazione sulla statale per Trapani e conta circa 5.000 Abitanti (con le contrade di Tabaccaro, Giardinello, Fontana Leo, Sturiano, Rakalia, Fontanelle, Ss. Filippo e Giacomo).
  • Ciavolotto conta circa 2.000 abitanti (comprese le contrade di Ciavolo, Ciavolotto, Digerbato, Scacciaiazzo, Carillume, Biesina, Selvaggi, Sinubio, Cozzogrande). Il paesaggio è caratterizzato dalle tipiche palme nane e dalle cave di tufo, vi si trovano zone di verde interessanti come il baglio Biesina e il giardino della Mola; diversi sono i bagli: il baglio Ciavolo, il baglio Grande, il baglio Barbarà e il baglio Carillumi, tutti dell’800.
  • Paolini è situata in collina ad est di Marsala e conta circa 6.000 abitanti (comprese le contrade di Paolini, Casazze, Torrelunga Puleo, Matarocco, Perino, Vurgo, Gurgo, Canale, Stazzone). Sono di interesse la chiesa della Madonna dell’Alto del XVI secolo (abbandonata per incuria), baglio Perino del XVI secolo con annessa la cappella della Sacra Famiglia.
  • Ranna è una frazione di circa 6.500 abitanti (comprese le contrade di Ranna, Addolorata, S.Venera, Madonna Alto Oliva, Colombaia Lasagna, Pispisia, San Michele Rifugio, Giunchi, Dammusello, Spagnola, S.Giuseppe Tafalia) di interesse significativo è la pineta di Sutana e la torre culetta del ‘700.
  • Strasatti è la frazione più popolosa con circa 8.500 abitanti (comprese le contrade di Strasatti, Cuore di Gesù, Fornara, Pastorella, Santo Padre delle Perriere, Sant’Anna); di interesse sono il santuario di San Francesco da Paola e l’omonima chiesa. Il centro abitato è ricco di attività commerciali ed artigianali.
  • Terrenove conta circa 6.500 abitanti (con le contrade di Terrenove, Bambina, Berbarello, Berbaro, Fossarunza, Ponte Fiumarella , Ventrischi, Villapetrosa, Casabianca) e nel suo territorio ricade la zona balneare di Marsala con una spiaggia lunga circa 3 km. Di particolare interesse è la villa Petrosa del XVII secolo e la fiumara del fiune Sossio.
  • Amabilina conta circa 3.500 abitanti (con le contrade di S.Silvestro, Ciancio, Cozzaro, Amabilina, Misilla, Cardilla, Fiumara S.Onofrio).

In periferia, verso Salemi, sorgono alcune contrade per lo più disabitate nelle aperte campagne: Chitarra, Mamuna, Zizza, Nasco, Buttagana, Capofeto, S.Nicola, Bellusa, Pozzillo, Rinazzo, Rassameli, Roccazzello, Falconiera, Abbadessa, Porcello, S.Ambrogio, Messinello, Giammabella, Pellegrino, Giaccatello, Alfaraggio. Ci sono numerosi bagli e impianti vinicoli.

Riserva dello Zingaro

Sicilia, cosa Vedere ? November 24th, 2007

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è la prima riserva naturale istituita in Sicilia e ingloba un tratto di costa lungo circa 7 km. e la catena di montagne che fa da magnifica cornice ai suggestivi strapiombi sul mare. E’ importantissimo, oltre che per il suo splendido mare azzurro, profondo e intatto, per la grande ricchezza di piante rare ed endemiche (Perpetuino, Garofanino, Fiordaliso di Sicilia, Limonio di Todaro, Palma nana, Orchidea di Branciforti) e dal punto di vista faunistico (allo Zingaro nidificano almeno 39 specie di uccelli, principalmente rapaci, tra i quali: il Falco Pellegrino, il Gheppio, la Poiana). Lo Zingaro è importante anche dal punto di vista archeologico poiché nelle grotte dell’Uzzo, ha avuto sede uno dei primi insediamenti preiostorici della Sicilia. La riserva è visibile soltanto a piedi, e i vari itinerari guidati da una adeguata segnaletica sono di raro fascino e bellezza.

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La via del sale

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

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L’itinerario della Via del Sale e del Patrimonio della Sicilia Occidentale si situa sulla punta occidentale della Sicilia, che grazie alla sua posizione centrale nel seno del Mediterraneo, presenta tutte le caratteristiche naturali e storiche d’una vera confluenza delle culture nel tempo.

Saline

Questa parte del territorio siculo, dove s’avventurò, al dir di certi studiosi, l’eroico Ulisse, si stende su un’area triangolare punteggiata al nord dal monte Erice ed da un piccolo villaggio medievale; ai cui piedi, sulle sponde marittime s’incontra la città di Trapani, capoluogo della provincia alla quale ha dato il nome. Costeggiando il bordo di mare in direzione sud, si raggiungono le saline che si protraggono verso l’interno della laguna di Stagnone di Marsala. Al centro di questa laguna si trova la piccola isola di Mozia, antica colonia fenicia. La città di Marsala, celebre grazie al suo vino, rappresenta l’angolo sud di questo spazio che punta, a occidente verso l’arcipelago delle Egadi, dove l’isola di Marettimo, la più distante dalla costa, ferma il nostro triangolo immaginario.

Per comprendere la storia, la cultura e le tradizioni del territorio situato sulla Via del Sale e del Patrimonio della Sicilia Occidentale bisogna considerare l’importanza del mare, che in questo contesto si presenta come la chiave di lettura del percorso culturale e tematico.

Da Trapani alla laguna dello Stagnone, il mare, aiutato da condizioni climatiche molto particolari di questo litorale basso et sabbioso, ha creato una culla di saline, elemento naturale e centro tematico dell’itinerario. Dei giardinieri professionali raccolgono il sale nei laboratorio a cielo scoperto, per spedirlo nel mondo intero.

Questa via riunisce gli elementi più importanti che ci aiutano a comprendere ed a rispettare l’identità culturale di questo territorio: mare, sole e vento, tonno, corallo e sale. Grazie a questi aspetti la Via del Sale e il patrimonio della Sicilia Occidentale permette di percorrere simultaneamente diverse tematiche: una propone di scoprire l’architettura propria della produzione del sale, e l’arcipelago con il suo microcosmo di vite, culture ed economie, l’altro fa visitare il paesaggio della laguna dello Stagnone, con le saline Ettore e Infersa, che integra un cammino sulle tracce archeologiche della colonizzazione dei Fenici-Punici (tappa che fa parte del progetto europeo “Sulla Via dei Fenici”). Da riscoprire pure, per la singolarità, Marettimo ed Erice per realizzazione di escsursioni.

Per una conoscenza approfondita di quanto sopra specificato consigliamo seguirci in questo meraviglioso itinerario confermandoci l’adesione all’ escursione “Sulla Rotta dei Fenici”.

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La Nave Punica

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

Nel maggio del 1969, fu ritrovata nelle acque antistanti l’ isola di Mozia, la nave da guerra fenicio-punica che venne portata alla luce solo due anni dopo, dall’ archeologa britannica Miss Honor Frost.

Saline

Oggi è custodita nel Museo archeologico, ex Baglio Anselmi a Marsala. Il Museo si trova in prossimità di Capo Boeo, ex sede di uno stabilimento vinicolo, costruzione tipica nella zona di produzione del vino Marsala e in piena attività nel secolo scorso. Inserito all’interno del parco archeologico di Lilibeo, è stato scelto per la conservazione del relitto della nave punica e per l’esposizione dei reperti archeologici che testimoniano la storia della città dalla preistoria al medioevo. All’interno, nel cortile, è visibile un saggio di scavo effettuato in occasione dei lavori di ristrutturazione del Baglio: si tratta di testimonianze (una tomba, una fornace, muri riferibili ad un vano, una canaletta) che documentano la notevole frequentazione dell’area dal IV secolo a.C.

Nel 1971 sono iniziati i lavori di recupero che sono durati 5 anni.
Le varie parti della nave venivano prima fotografate e studiate sul fondo del mare, poi recuperate e immerse in grandi vasche di acqua dolce per impedirne la decomposizione.
Uno speciale bagno chimico di PEG ne impedisce il deterioramento, i legni della nave sono montati su una intelaiatura metallica.

Del relitto della nave è stata recuperata soltanto la parte posteriore e la fiancata di babordo per una lunghezza di 10 metri ed una larghezza di 3.

Questa nave è probabilmente affondata in difesa di Lilybeo nella battaglia delle isole Egadi avvenuta nel 241 a.C. che concludeva la prima guerra punica con la vittoria dei romani e la caduta di questa città.

Le linee-guida e alcune lettere dell’alfabeto fenicio-punico, dipinte sul fasciame di pino con inchiostro nero, oltre a definire senza possibilità di dubbio la “nazionalità” della nave, hanno consentito di conoscere la tecnica di costruzione seguita dai mastri d’ascia.

La nave, secondo la ricostruzione fatta dagli esperti, era lunga 35 metri, con una stazza di 120 tonnellate.

Su di essa trovavano posto 68 rematori, 34 per ogni lato, che azionavano i 17 remi di ogni fiancata.

Inoltre l’esposizione nell’interno del baglio include alcuni reperti rinvenuti sul relitto, tra cui la ceramica, il cordame, le foglie di Cannabis sativa, le pietre di zavorra, e altre testimonianze archeologiche della zona di Capo Lilibeo.

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La via della storia

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

Città di orgine fenicia, Marsala fu fondata dopo la distruzione della colonia fenicia dell’isola di Mozia dagli abitanti superstiti che la chiamarono Lilibeo.
Il nome “Marsala” deriva dall’arabo “Marsa Allah” (Porto di Dio) oppure  “Marsa Alì”  (Porto di Alì). Gli arabi dominarono la Scilia, e quindi Marsala, intorno all’800 a. C. lasciando tracce soprattutto nella gastronomia – importando cibi dolci e salati che fanno ancora  gola  a tutti.
La dominazione normanna contribuisce a sfatare il mito del siciliano di bassa statura, di colorito olivastro e dai capelli scuri. A Marsala è facile incontrare persone alte, bionde e dagli occhi azzurri di evidente discendenza normanna. Soltanto loro testimoniano la presenza dei Normanni a Marsala, visto che le loro opere non hanno resistito al passare del tempo. I Normanni donarono Mozia ai Monaci Basiliani che ne cambiarono il nome in S. Pantaleo.
Dopo l’odiata presenza francese ( gli Angioini), i Siciliani passano dalla dominazione aragonese a quella spagnola che lasciò tracce  indelebili della sua presenza anche a Marsala.
Complessi monumentali, come il Quartiere Militare Spagnolo oggi sede degli Uffici Comunali, molte chiese e conventi che oggi sono ristrutturati e aibiti a contenitori culturali.
Marsala è anche la città dalla quale Garibaldi, che vi sbarcò con i Mille nel 1860, pose le basi per l’unificazione dell’Italia. Città carica di civiltà e storia è anche un punto nevralgico per poter raggiungibile in breve tempo Erice, Segesta, Selinunte, le Cave di Cusa e le Isole Egadi.

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Poesia - Alla Sicilia

Sicilia, cosa Vedere ?, il mio BLOG October 7th, 2007

Alla Sicilia

Un ghiornu chi lu Padreternu era cuntenti
e’ncelu passiava cu li Santi,
a lu munnu pinsau fari un prisenti
e di la curuna s’ascippau un diamanti.
Cariu a mmari ‘nfacci a livanti,
lanna chiamari Sicilia ,li genti,
ma pe l’ eternu Patri è lu diamanti.

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Castello di Rampinzeri

Sicilia, cosa Vedere ? September 21st, 2007

Il Castello di Rampinzeri si trova a poche centinaia di metri dalla Riserva Naturale “Grotta Di Santa Ninfa” dal rifugio della forestale con annesso l’interessante “Museo Antropologico” e dal sito archeologico “Monte Finestrelle”. A contatto con una natura incontaminata offre soggiorno in stanze comode e tranquille, il ristorante offre una cucina tipica e genuina, tutto a prezzi modici. Particolarmente adatta per ricevimenti e stage.

http://www.castellodirampinzeri.it/

MARSALA, informazioni turistiche

Sicilia, cosa Vedere ?, il mio BLOG September 10th, 2007

CARTINA

Se ti va, vieni a Marsala, scoprirai un posto che, in pochi giorni, ti offre tante attrattive:
come la natura mozzafiato dello Stagnone, il fascino del centro storico, sempre ricco di vita
e cultura. Come i tramonti sullo stagnone, o le visite alle nostre isole.

Marsala è facile da raggiungere, conveniente per i prezzi, bellissima da scoprire.
La visiti in poco tempo, la ricorderai per sempre.

Benvenuti a Marsala

LE ISOLE EGADI

Sicilia, cosa Vedere ? July 12th, 2007

Egadi IsoleDa Marsala, volgendo lo sguardo verso il mare, si stagliano incantevoli le Isole Egadi. Fu grazie alla pesca del tonno che le tre isole, in particolare Favignana, raggiunsero in pochi decenni una vera floridezza di cui godevano tutti gli abitanti, dai pescatori agli imprenditori. Quest’ultimi furono dapprima Liguri – che acquistarono l’arcipelago nel XVII secolo – e poi i Florio, la potente famiglia palermitana il cui palazzo, edificato dall’architetto Almeyda, si può ancora ammirare a Favignana. Grazie ai Florio la “mattanza”, oggi meta di molti turisti, ricevette nuovo impulso diventando una delle più importanti dell’isola.

  • da Marsala WebCam sulle isole egadi.

FavignanaFAVIGNANA: la mitica Aegusa, legata alla leggenda omerica come Isola delle Capre, il cui nome attuale deriva forse dal Favonio, il vento di ponente che soffia in primavera, è l’isola più grande dell’arcipelago. L’isola apparentemente arida offre in realtà uno splendido paesaggio marino che si fonde con una grande varietà di specie vegetali. Irresistibile richiamo tra la metà di maggio e la metà di giugno è la mattanza del tonno, che vede accorrere nell’isola turisti, giornalisti, fotografi ed operatori cinematografici per vedere un “rito” che dai primordi degli insediamenti umani si rinnova ogni primavera per i tonnaroti, nei canti delle “cialome”, canti tradizionali di invocazione religiosa per propiziarsi un ricco pescato che possa garantire un buon salario per buona parte dell’anno.

LevanzoLEVANZO: isola di silenzio e solitudine e oasi per solitari amanti del mare, si estende per una superficie di sei chilometri quadrati, in cui si alternano nell’incontaminata macchia mediterranea circa quattrocento specie di flora rupestre. Attraversata da un’unica strada, l’isola è disseminata di grotte e può essere meglio apprezzata se non si rinuncia al periplo dell’isola in barca. Ma la vera notorietà di Levanzo è legata alla scoperta nel 1949 della Grotta del Genovese, che conserva un’importante chiave di lettura della nostra civiltà, con i suoi graffiti preistorici.

MarettimoMARETTIMO: è l’isola più lontana dell’arcipelago, deriva il suo nome attuale da quello segnato nelle carte di coloro che andavano per mare. Offre al visitatore che approda nell’isola un paradiso naturale, caratterizzato da una fitta vegetazione mediterranea, da numerosi paleoendemismi e da un susseguirsi di cime e strapiombi che calano a picco sull’acqua, da grotte d’abrasione marina: Grotta del Cammello, Tuono, Pipa, Bombarda e Bombardella (per i boati che vi produce il moto ondoso), la Perciata (ricchissima di stalattiti), la grotta del Presepe che con i suoi depositi calcarei ha creato figure rappresentanti la Natività. Il piccolo agglomerato urbano di Marettimo conserva testimonianze della presenza romana e un Castello del XVII secolo eretto sui resti di una torre d’avvistamento saracena.

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2007 - Pierpaolo Mannone
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