Capodanno 2008

il mio BLOG December 30th, 2007

Io passero il capodanno al “Colorado” a Marsala.

www.myspace.com/quellidicapodanno 

Buon anno a tutti!!

Buoni propositi per il 2008…

  1. sorridere di più
  2. incontrare la mia principessa
  3. farsi lasciare il suo cellulare (o almeno il numero)
  4. coccolarsi di più
  5. perdere qualche KG.
  6. allargare i miei orizzonti

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vacanze a Marsala..

Sicilia, cosa Vedere ? December 14th, 2007

Se volete passare delle vacanze in Sicilia interessanti e indimenticabili, vi offriamo la possibilità di vivere in un appartamento in affitto per 1, 2, 3 settimane a Marsala, l’antica Lilybeo, punta estrema della Sicilia occidentale, città che conserva un fascino, una cultura e una tranquillità di altri tempi.
Qui ancora si respira l’aria delle grandi civiltà che vi sono passate e dei popoli che vi hanno vissuto: fenici, greci, romani, arabi, spagnoli, tutto parla di loro.
Marsala è la città del vino (il vino marsala che ne porta il nome); di Garibaldi e dei Mille, che qui sbarcarono l’11 maggio 1860. Poco distante da Erice, Segesta, Selinunte, le Cave di Cusa, offre testimonianze di storia, arte e cultura. Nel Museo archeologico, sul lungomare, è conservata la Nave Punica, unico esemplare al mondo di nave da guerra. Poco distante Mozia, isola fenicia nella Riserva naturale dello Stagnone, unico con il fascino dei suoi mulini a vento e delle sue Saline.
Sullo sfondo altre isolette e l’arcipelago delle Egadi, nel cuore del Mediterraneo, con Favignana, Levanzo e Marettimo. Marsala è città ideale per trascorrervi una vacanza tra mare, sole, spiagge e sport acquatici (kitesurfing, windsurfing, vela…) o immersi nella cultura e a contatto con la natura e i suoi Mille… sapori.
In primavera, per le solennità Pasquali, possiamo ammirare le famose processioni che rappresentano la Passione e Morte di Gesù Cristo. Famosa in tutto il mondo quella del Giovedì Santo che si snoda per le vie della città suscitando ammirazione per gli splendidi costumi e la recitazione. In Maggio, la rievocazione storica dello Sbarco di Garibaldi con i suoi Mille l’11 Maggio 1860. I inverno il clima mite e soleggiato offre la possibilità di incantevoli passeggiate.

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Marsala, un grande mito italiano da riscoprire

Cosa gustare a Marsala? December 6th, 2007

BotteflorioNella percezione dei consumatori italiani non credo esista un vino più “dislessico” del Marsala: tutti lo conosciamo nella versione edulcorata nei cibi e dolci (spesso utilizzando un prodotto di qualità discutibile), e al tempo stesso riconosciamo (senza conoscerlo effettivamente) la sua qualità di grande vino da meditazione. Eppure nessun altro grande vino “fortificato” - Madeira, Porto, Sherry - gode nel proprio paese di origine di una sorte simile. Forse in Italia siamo troppo “ricchi” di grandi vini ed il Marsala deve faticosamente ritagliarsi spazi tra i consumatori. Tutti lo conosciamo di fama, in pochi lo consumiamo.

Con questi pensieri ho affrontato un’interessante serata in compagnia di amiche e amici (un grazie particolare alla sempre “vulcanica” Nilla Turri, sempre protagonista con originali iniziative di approfondimento e divertimento sull’eno-gastronomia) presso l’Enoteca Segreta di Verona (complimenti a Luigi Poli per l’ottima accoglienza nel suo locale).
Serata interamente dedicata al Marsala delle Cantine Florio: una rassegna delle tipologie classiche e poi via con una vertiginosa “verticale”: Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939!
L’ospite d’eccezione - nostra guida attraverso la storia del prestigioso marchio Florio e per tutta la degustazione - è stato Carlo Casavecchia, direttore generale di Case Vinicole di Sicilia Spa, la società nella quale sono confluite nel 2001 le Cantine Florio (dal 1987 di proprietà della Illva di Saronno) dopo la fusione con la Duca di Salaparuta.

Bottiglieflorio_1Il mondo del Marsala è caratterizzato da molti punti in comune con la storia del Porto: uno di questi è che si deve al commerciante inglese John Woodhouse la fondazione dell’industria del vino Marsala nell’anno 1773 (qui sotto due link a schede storiche per maggiori dettagli). Il Vinho do Porto aveva già quasi un secolo di mercato alle spalle, e i commercianti inglesi - stante il perdurante conflitto con i Francesi e l’embargo sui loro vini - avevano un mercato domestico da soddisfare.
Nel 1833 Vincenzo Florio cominciò la produzione in uno stabilimento della superfice di 1000.000 mq. diventando rapidamente il marchio più importante e uno dei vini italiani più conosciuto e venduto nel mondo, rivaleggiando con Porto e Madeira per almeno un secolo. Dopo numerose vicissitudini e il cambio di proprietà (Cinzano), nel 1986 il Marsala finalmente otteneva la DOC che imponeva regole di produzione più severe ed un lento recupero della qualità, garantita oggi dalla famiglia Reina della Illva di Saronno che dal 1987 sono i proprietari del prestigioso marchio Florio (il quale detiene oggi il 60% del mercato del Marsala di lungo invecchiamento).

La degustazione
Non essendo un professionista non fornirò altro che impressioni.
Tra i 4 vini rappresentativi delle tipologie di Marsala (Vergine, Superiore Secco, Superiore Dolce, Riserva) il Targa Riserva “1840″ del 1997 mi ha particolarmente colpito per l’eleganza e l’equilibrio stagionato del semi-secco. Molto piacevole, un ottimo vino da meditazione con un ottimo rapporto prezzo-qualità. Ad una incollatura, direi, il Vecchioflorio Dolce 2002 ed il Terre Arse 1994 (Marsala Vergine). Quest’ultimo, consumato ben freddo, è un notevole aperitivo. Meno interessante - rispetto a questi - il Vecchioflorio Secco 2001.

La “verticale”
La Florio conserva e possiede un enorme patrimonio di Marsala di lunghissimo invecchiamento, risalenti al periodo a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le Riserva Storica degustate fanno parte della Selezione Garibaldi e sono state spillate direttamente dalle piccole botti dove sono conservate.
Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939.
A parte il rispetto per vini di questa età, la personale preferenza è andata alla Riserva 1952, ma è molto soggettiva questa opinione!
Essendo questi vini difficilmente accessibili ai comuni consumatori - questa serata è da ritenersi un’opportunità davvero eccezionale - ritengo che dilungarmi con aggettivi altisonanti per descriverli sarebbe inutile oltrechè noioso. E’ impressionante constatare come questi vini ossidati mantengano nel tempo un fascino complesso e ricco di sentori.

Mi permetto di sottolineare, invece, che ho trovato nel complesso molto più interessanti i primi vini “moderni”, proprio perchè più accessibili e godibili, dall’aperitivo alla meditazione, passando per formaggi “importanti” e cioccolata fondente. Spero che Florio e tutti gli altri produttori di Marsala insistano nell’offrirci prodotti invecchiati tra i 5 ed i 10 anni, mantenendo la qualità ad un prezzo corretto per vini di questo tipo. In questa direzione, il futuro del Marsala non potrà essere che roseo.

Alcuni dettagli sulla storia del Marsala:
Marsala, la Storia - Perbacco.net
Il Marsala: un mito dell’enologia italiana - di Virgilio Pronzati

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Wine sicily

Eventi a Marsala November 20th, 2007

Dal 22 al 25 novembre si terrà a Marsala presso il Complesso monumentale S. Pietro il Wine sicily, una rassegna di vini della nostra terra accompagnata da dibattiti e musica. In particolare il programma di musica prevede la presenza di jazzisti di ottimo livello. I concerti Jazz avranno inizio venerdì prossimo, 23 novembre, al Teatro Comunale “Eliodoro Sollima” con l’esibizione del “Traditional Jazz Quartet”.

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La via del sale

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

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L’itinerario della Via del Sale e del Patrimonio della Sicilia Occidentale si situa sulla punta occidentale della Sicilia, che grazie alla sua posizione centrale nel seno del Mediterraneo, presenta tutte le caratteristiche naturali e storiche d’una vera confluenza delle culture nel tempo.

Saline

Questa parte del territorio siculo, dove s’avventurò, al dir di certi studiosi, l’eroico Ulisse, si stende su un’area triangolare punteggiata al nord dal monte Erice ed da un piccolo villaggio medievale; ai cui piedi, sulle sponde marittime s’incontra la città di Trapani, capoluogo della provincia alla quale ha dato il nome. Costeggiando il bordo di mare in direzione sud, si raggiungono le saline che si protraggono verso l’interno della laguna di Stagnone di Marsala. Al centro di questa laguna si trova la piccola isola di Mozia, antica colonia fenicia. La città di Marsala, celebre grazie al suo vino, rappresenta l’angolo sud di questo spazio che punta, a occidente verso l’arcipelago delle Egadi, dove l’isola di Marettimo, la più distante dalla costa, ferma il nostro triangolo immaginario.

Per comprendere la storia, la cultura e le tradizioni del territorio situato sulla Via del Sale e del Patrimonio della Sicilia Occidentale bisogna considerare l’importanza del mare, che in questo contesto si presenta come la chiave di lettura del percorso culturale e tematico.

Da Trapani alla laguna dello Stagnone, il mare, aiutato da condizioni climatiche molto particolari di questo litorale basso et sabbioso, ha creato una culla di saline, elemento naturale e centro tematico dell’itinerario. Dei giardinieri professionali raccolgono il sale nei laboratorio a cielo scoperto, per spedirlo nel mondo intero.

Questa via riunisce gli elementi più importanti che ci aiutano a comprendere ed a rispettare l’identità culturale di questo territorio: mare, sole e vento, tonno, corallo e sale. Grazie a questi aspetti la Via del Sale e il patrimonio della Sicilia Occidentale permette di percorrere simultaneamente diverse tematiche: una propone di scoprire l’architettura propria della produzione del sale, e l’arcipelago con il suo microcosmo di vite, culture ed economie, l’altro fa visitare il paesaggio della laguna dello Stagnone, con le saline Ettore e Infersa, che integra un cammino sulle tracce archeologiche della colonizzazione dei Fenici-Punici (tappa che fa parte del progetto europeo “Sulla Via dei Fenici”). Da riscoprire pure, per la singolarità, Marettimo ed Erice per realizzazione di escsursioni.

Per una conoscenza approfondita di quanto sopra specificato consigliamo seguirci in questo meraviglioso itinerario confermandoci l’adesione all’ escursione “Sulla Rotta dei Fenici”.

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La Nave Punica

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

Nel maggio del 1969, fu ritrovata nelle acque antistanti l’ isola di Mozia, la nave da guerra fenicio-punica che venne portata alla luce solo due anni dopo, dall’ archeologa britannica Miss Honor Frost.

Saline

Oggi è custodita nel Museo archeologico, ex Baglio Anselmi a Marsala. Il Museo si trova in prossimità di Capo Boeo, ex sede di uno stabilimento vinicolo, costruzione tipica nella zona di produzione del vino Marsala e in piena attività nel secolo scorso. Inserito all’interno del parco archeologico di Lilibeo, è stato scelto per la conservazione del relitto della nave punica e per l’esposizione dei reperti archeologici che testimoniano la storia della città dalla preistoria al medioevo. All’interno, nel cortile, è visibile un saggio di scavo effettuato in occasione dei lavori di ristrutturazione del Baglio: si tratta di testimonianze (una tomba, una fornace, muri riferibili ad un vano, una canaletta) che documentano la notevole frequentazione dell’area dal IV secolo a.C.

Nel 1971 sono iniziati i lavori di recupero che sono durati 5 anni.
Le varie parti della nave venivano prima fotografate e studiate sul fondo del mare, poi recuperate e immerse in grandi vasche di acqua dolce per impedirne la decomposizione.
Uno speciale bagno chimico di PEG ne impedisce il deterioramento, i legni della nave sono montati su una intelaiatura metallica.

Del relitto della nave è stata recuperata soltanto la parte posteriore e la fiancata di babordo per una lunghezza di 10 metri ed una larghezza di 3.

Questa nave è probabilmente affondata in difesa di Lilybeo nella battaglia delle isole Egadi avvenuta nel 241 a.C. che concludeva la prima guerra punica con la vittoria dei romani e la caduta di questa città.

Le linee-guida e alcune lettere dell’alfabeto fenicio-punico, dipinte sul fasciame di pino con inchiostro nero, oltre a definire senza possibilità di dubbio la “nazionalità” della nave, hanno consentito di conoscere la tecnica di costruzione seguita dai mastri d’ascia.

La nave, secondo la ricostruzione fatta dagli esperti, era lunga 35 metri, con una stazza di 120 tonnellate.

Su di essa trovavano posto 68 rematori, 34 per ogni lato, che azionavano i 17 remi di ogni fiancata.

Inoltre l’esposizione nell’interno del baglio include alcuni reperti rinvenuti sul relitto, tra cui la ceramica, il cordame, le foglie di Cannabis sativa, le pietre di zavorra, e altre testimonianze archeologiche della zona di Capo Lilibeo.

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il vino Marsala

la via del vino October 30th, 2007

Il Marsala è il più vecchio dei vini DOC italiani; il suo nome deriva dalla città omonima . Oltre due secoli fa, nel 1773, il commerciante di Liverpool John Woodhouse organizzò la prima spedizione di Marsala dal porto di Trapani verso l’Inghilterra, caricando il suo brigantino con settanta pipe di vino (ogni pipa corrispondeva a circa 420 litri). Sempre Woodhouse fondò il più antico stabilimento enologico siciliano: il Baglio (cioè il “cortile”) della tonnara del Cannezzo. Gli inglesi, con il passare del tempo, apprezzarono sempre di più le spedizioni di Marsala, e il governo britannico volle addirittura che la flotta comandata da Nelson ne avesse a disposizione 500 botti all’anno; dopo la vittoria di Nelson contro Napoleone a Trafalgar, il Marsala ricevette il titolo di “Vicory Wine”. Nel 1806 un altro imprenditore inglese, Benjamin Ingham, fondò il secondo stabilimento di produzione, e nel giro di 20 anni conquistò i mercati di Germania, Russia, Stati Uniti, America Latina e Australia. Nel 1833 il calabrese Vincenzo Florio fece costruire, tra i due stabilimenti inglesi, il suo “baglio” (questo termine ora ormai diventato sinonimo di “stabilimento di produzione del vino Marsala”); in 20 anni e con un investimento di circa 200.000 ducati (oltre 5 miliardi di oggi) Florio arrivò ad esportare il vino in tutto il mondo. La sua compagnia di navigazione era composta da 99 vascelli; un Regio Decreto gli impedì di costruirne altri, per evitare che la flotta di Florio diventasse più grande della Marina Reale. L’imprenditore scelse come insegna un leone che si abbevera ad un ruscello. Nel corso del tempo furono costruiti molti altri stabilimenti, e nel 1962 nacque il primo consorzio del sud (il “Consorzio per la tutela del Vino Marsala”); oggi questo comprende 15 aziende, che insieme coprono circa il 90 per cento della produzione di Marsala.

Vino Marsala

LE CARATTERISTICHE DEL VINO
Ha una gradazione media di circa 18 gradi. E’ considerato uno dei 4 più grandi vini da dessert del mondo, ed è il primo vino ad aver ottenuto in Italia il riconoscimento della DOC (nel 1969). Ogni anno ne vengono prodotti oltre 8 milioni di litri: l’8 per cento di questi viene imbottigliato, il 25 per cento del quale viene poi esportato. Una legge del 1984, entrata in vigore tre anni dopo, ha fissato le caratteristiche fondamentali alle quali deve rispondere il Marsala. A seconda della quantità di zuccheri il Marsala può essere secco, semisecco e dolce; le cinque categorie in cui può rientrare sono ” Fine ” (alcool superiore a 17 gradi e invecchiato per più di un anno), ” Superiore ” (alcool superiore a 18 gradi e invecchiato per oltre due anni), ” Superiore Riserva ” (come il precedente ma vecchio di almeno 4 anni e meno acido), ” Vergine e/o Soleras ” (oltre 18 gradi e cinque anni di invecchiamento), ” Vergine Soleras Riserva ” (come il precedente ma invecchiato per almeno 10 anni). Tutti i Marsala vanno serviti nel bicchiere a tulipano a stelo alto.

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La via della storia

Sicilia, cosa Vedere ? October 30th, 2007

Città di orgine fenicia, Marsala fu fondata dopo la distruzione della colonia fenicia dell’isola di Mozia dagli abitanti superstiti che la chiamarono Lilibeo.
Il nome “Marsala” deriva dall’arabo “Marsa Allah” (Porto di Dio) oppure  “Marsa Alì”  (Porto di Alì). Gli arabi dominarono la Scilia, e quindi Marsala, intorno all’800 a. C. lasciando tracce soprattutto nella gastronomia – importando cibi dolci e salati che fanno ancora  gola  a tutti.
La dominazione normanna contribuisce a sfatare il mito del siciliano di bassa statura, di colorito olivastro e dai capelli scuri. A Marsala è facile incontrare persone alte, bionde e dagli occhi azzurri di evidente discendenza normanna. Soltanto loro testimoniano la presenza dei Normanni a Marsala, visto che le loro opere non hanno resistito al passare del tempo. I Normanni donarono Mozia ai Monaci Basiliani che ne cambiarono il nome in S. Pantaleo.
Dopo l’odiata presenza francese ( gli Angioini), i Siciliani passano dalla dominazione aragonese a quella spagnola che lasciò tracce  indelebili della sua presenza anche a Marsala.
Complessi monumentali, come il Quartiere Militare Spagnolo oggi sede degli Uffici Comunali, molte chiese e conventi che oggi sono ristrutturati e aibiti a contenitori culturali.
Marsala è anche la città dalla quale Garibaldi, che vi sbarcò con i Mille nel 1860, pose le basi per l’unificazione dell’Italia. Città carica di civiltà e storia è anche un punto nevralgico per poter raggiungibile in breve tempo Erice, Segesta, Selinunte, le Cave di Cusa e le Isole Egadi.

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Il posto ideale per praticare vela e passare splendide giornate

il mio BLOG, kitesurf October 30th, 2007

Poco a Nord di Marsala, il mare forma una sorta di laguna chiamata “Stagnone”, chiusa ad est dalla costa siciliana e ad ovest dall’Isola Longa. Al centro della laguna si trovano le isolette di Santa Maria, Schola e Mozia.
Il paesaggio, particolarmente suggestivo, anche per la presenza di saline sulla costa e sull’Isola Grande, è oggi protetto grazie all’istituzione di una riserva naturale (la riserva naturale dello Stagnone).
La laguna dello Stagnone si trova nei pressi Marsala , sulla litoranea che porta aTrapani. Sulla riva della laguna vi sono alcuni ristoranti e gelaterie e dei posti in cui si possono noleggiare canoe e altri tipi di imbarcazione. Nell’entroterra, fra i vigneti, alcune delle nostre case in affitto. la conformazione dello stagnone, con i fondali che non superano mai una profondità superiore a mt 1,60, il vento che soffia continuamente, unito alla temperatura mite che domina questo paesaggio durante tutto l’anno, lo rendono il posto ideale per praticare sport acquatici quali il windsurf, il kitesurf, e la vela (catamarani e imbarcazioni con basso pescaggio). Essendo una riserva naturale le imbarcazioni a motore non sono ammesse.
Lo Stagnone è il posto ideale per esperti e principianti: il vento sempre copioso permette ai più abili di esibirsi nelle manovre più spettacolari e i bassi fondali permettono anche a chi meno capace di imparare senza fatica.
Giunti allo Stagnone e proseguendo lungo la strada che lo costeggia, troverete numerosi posti dove noleggiare attrezzature varie (catamarani, windsurf, kitesurf, canoe, barche a vela) o prendere lezioni, tra le quali citiamo la Piccola Compagnia di Navigazione di Lucio.
Per quanto riguarda il kitesurf a Marsala si trova il negozio Sea Store, in Viale Mazzini, dove potrete facilmente prenotare lezioni di kitesurf e attrezzature relative.

Agli amanti della natura, le basse e tiepide acque della laguna dello Stagnone permettono di osservare una varietà di uccelli acquatici (aironi, fenicotteri rosa, anitre selvatiche) e una folta vegetazione di posidonia che rappresenta l’habitat ideale per le numerosissime specie di pesci anche pregiate: spigole, orate, saraghi, sogliole, cefali, scorfani.
Ai non sportivi, lo Stagnone offre dei posti incantevoli dove ammirare i mulini a vento che una volta venivano usati per il sollevamento delle acque e per la molitura del sale nelle saline. Nello Stagnone, oltre alle saline è possibile ammirare le varie isole che lo circondano (Santa Maria, Schola e Mozia).

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pubblicità / siti amici / link September 1st, 2007

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2007 - Pierpaolo Mannone
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