Marsala, un grande mito italiano da riscoprire

Cosa gustare a Marsala? December 6th, 2007

BotteflorioNella percezione dei consumatori italiani non credo esista un vino più “dislessico” del Marsala: tutti lo conosciamo nella versione edulcorata nei cibi e dolci (spesso utilizzando un prodotto di qualità discutibile), e al tempo stesso riconosciamo (senza conoscerlo effettivamente) la sua qualità di grande vino da meditazione. Eppure nessun altro grande vino “fortificato” - Madeira, Porto, Sherry - gode nel proprio paese di origine di una sorte simile. Forse in Italia siamo troppo “ricchi” di grandi vini ed il Marsala deve faticosamente ritagliarsi spazi tra i consumatori. Tutti lo conosciamo di fama, in pochi lo consumiamo.

Con questi pensieri ho affrontato un’interessante serata in compagnia di amiche e amici (un grazie particolare alla sempre “vulcanica” Nilla Turri, sempre protagonista con originali iniziative di approfondimento e divertimento sull’eno-gastronomia) presso l’Enoteca Segreta di Verona (complimenti a Luigi Poli per l’ottima accoglienza nel suo locale).
Serata interamente dedicata al Marsala delle Cantine Florio: una rassegna delle tipologie classiche e poi via con una vertiginosa “verticale”: Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939!
L’ospite d’eccezione - nostra guida attraverso la storia del prestigioso marchio Florio e per tutta la degustazione - è stato Carlo Casavecchia, direttore generale di Case Vinicole di Sicilia Spa, la società nella quale sono confluite nel 2001 le Cantine Florio (dal 1987 di proprietà della Illva di Saronno) dopo la fusione con la Duca di Salaparuta.

Bottiglieflorio_1Il mondo del Marsala è caratterizzato da molti punti in comune con la storia del Porto: uno di questi è che si deve al commerciante inglese John Woodhouse la fondazione dell’industria del vino Marsala nell’anno 1773 (qui sotto due link a schede storiche per maggiori dettagli). Il Vinho do Porto aveva già quasi un secolo di mercato alle spalle, e i commercianti inglesi - stante il perdurante conflitto con i Francesi e l’embargo sui loro vini - avevano un mercato domestico da soddisfare.
Nel 1833 Vincenzo Florio cominciò la produzione in uno stabilimento della superfice di 1000.000 mq. diventando rapidamente il marchio più importante e uno dei vini italiani più conosciuto e venduto nel mondo, rivaleggiando con Porto e Madeira per almeno un secolo. Dopo numerose vicissitudini e il cambio di proprietà (Cinzano), nel 1986 il Marsala finalmente otteneva la DOC che imponeva regole di produzione più severe ed un lento recupero della qualità, garantita oggi dalla famiglia Reina della Illva di Saronno che dal 1987 sono i proprietari del prestigioso marchio Florio (il quale detiene oggi il 60% del mercato del Marsala di lungo invecchiamento).

La degustazione
Non essendo un professionista non fornirò altro che impressioni.
Tra i 4 vini rappresentativi delle tipologie di Marsala (Vergine, Superiore Secco, Superiore Dolce, Riserva) il Targa Riserva “1840″ del 1997 mi ha particolarmente colpito per l’eleganza e l’equilibrio stagionato del semi-secco. Molto piacevole, un ottimo vino da meditazione con un ottimo rapporto prezzo-qualità. Ad una incollatura, direi, il Vecchioflorio Dolce 2002 ed il Terre Arse 1994 (Marsala Vergine). Quest’ultimo, consumato ben freddo, è un notevole aperitivo. Meno interessante - rispetto a questi - il Vecchioflorio Secco 2001.

La “verticale”
La Florio conserva e possiede un enorme patrimonio di Marsala di lunghissimo invecchiamento, risalenti al periodo a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le Riserva Storica degustate fanno parte della Selezione Garibaldi e sono state spillate direttamente dalle piccole botti dove sono conservate.
Marsala Superiore Ambra Dolce Riserva Storica del 1974, 1952, 1939.
A parte il rispetto per vini di questa età, la personale preferenza è andata alla Riserva 1952, ma è molto soggettiva questa opinione!
Essendo questi vini difficilmente accessibili ai comuni consumatori - questa serata è da ritenersi un’opportunità davvero eccezionale - ritengo che dilungarmi con aggettivi altisonanti per descriverli sarebbe inutile oltrechè noioso. E’ impressionante constatare come questi vini ossidati mantengano nel tempo un fascino complesso e ricco di sentori.

Mi permetto di sottolineare, invece, che ho trovato nel complesso molto più interessanti i primi vini “moderni”, proprio perchè più accessibili e godibili, dall’aperitivo alla meditazione, passando per formaggi “importanti” e cioccolata fondente. Spero che Florio e tutti gli altri produttori di Marsala insistano nell’offrirci prodotti invecchiati tra i 5 ed i 10 anni, mantenendo la qualità ad un prezzo corretto per vini di questo tipo. In questa direzione, il futuro del Marsala non potrà essere che roseo.

Alcuni dettagli sulla storia del Marsala:
Marsala, la Storia - Perbacco.net
Il Marsala: un mito dell’enologia italiana - di Virgilio Pronzati

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Wine sicily

Eventi a Marsala November 20th, 2007

Dal 22 al 25 novembre si terrà a Marsala presso il Complesso monumentale S. Pietro il Wine sicily, una rassegna di vini della nostra terra accompagnata da dibattiti e musica. In particolare il programma di musica prevede la presenza di jazzisti di ottimo livello. I concerti Jazz avranno inizio venerdì prossimo, 23 novembre, al Teatro Comunale “Eliodoro Sollima” con l’esibizione del “Traditional Jazz Quartet”.

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il vino Marsala

la via del vino October 30th, 2007

Il Marsala è il più vecchio dei vini DOC italiani; il suo nome deriva dalla città omonima . Oltre due secoli fa, nel 1773, il commerciante di Liverpool John Woodhouse organizzò la prima spedizione di Marsala dal porto di Trapani verso l’Inghilterra, caricando il suo brigantino con settanta pipe di vino (ogni pipa corrispondeva a circa 420 litri). Sempre Woodhouse fondò il più antico stabilimento enologico siciliano: il Baglio (cioè il “cortile”) della tonnara del Cannezzo. Gli inglesi, con il passare del tempo, apprezzarono sempre di più le spedizioni di Marsala, e il governo britannico volle addirittura che la flotta comandata da Nelson ne avesse a disposizione 500 botti all’anno; dopo la vittoria di Nelson contro Napoleone a Trafalgar, il Marsala ricevette il titolo di “Vicory Wine”. Nel 1806 un altro imprenditore inglese, Benjamin Ingham, fondò il secondo stabilimento di produzione, e nel giro di 20 anni conquistò i mercati di Germania, Russia, Stati Uniti, America Latina e Australia. Nel 1833 il calabrese Vincenzo Florio fece costruire, tra i due stabilimenti inglesi, il suo “baglio” (questo termine ora ormai diventato sinonimo di “stabilimento di produzione del vino Marsala”); in 20 anni e con un investimento di circa 200.000 ducati (oltre 5 miliardi di oggi) Florio arrivò ad esportare il vino in tutto il mondo. La sua compagnia di navigazione era composta da 99 vascelli; un Regio Decreto gli impedì di costruirne altri, per evitare che la flotta di Florio diventasse più grande della Marina Reale. L’imprenditore scelse come insegna un leone che si abbevera ad un ruscello. Nel corso del tempo furono costruiti molti altri stabilimenti, e nel 1962 nacque il primo consorzio del sud (il “Consorzio per la tutela del Vino Marsala”); oggi questo comprende 15 aziende, che insieme coprono circa il 90 per cento della produzione di Marsala.

Vino Marsala

LE CARATTERISTICHE DEL VINO
Ha una gradazione media di circa 18 gradi. E’ considerato uno dei 4 più grandi vini da dessert del mondo, ed è il primo vino ad aver ottenuto in Italia il riconoscimento della DOC (nel 1969). Ogni anno ne vengono prodotti oltre 8 milioni di litri: l’8 per cento di questi viene imbottigliato, il 25 per cento del quale viene poi esportato. Una legge del 1984, entrata in vigore tre anni dopo, ha fissato le caratteristiche fondamentali alle quali deve rispondere il Marsala. A seconda della quantità di zuccheri il Marsala può essere secco, semisecco e dolce; le cinque categorie in cui può rientrare sono ” Fine ” (alcool superiore a 17 gradi e invecchiato per più di un anno), ” Superiore ” (alcool superiore a 18 gradi e invecchiato per oltre due anni), ” Superiore Riserva ” (come il precedente ma vecchio di almeno 4 anni e meno acido), ” Vergine e/o Soleras ” (oltre 18 gradi e cinque anni di invecchiamento), ” Vergine Soleras Riserva ” (come il precedente ma invecchiato per almeno 10 anni). Tutti i Marsala vanno serviti nel bicchiere a tulipano a stelo alto.

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Cantine Aperte 27 maggio 2007

Eventi a Marsala June 9th, 2007

Cantine Aperte, è l’evento più importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Cantine Aperte si svolge annualmente nell’ultima domenica di maggio nelle cantine socie del Movimento Turismo del Vino. L’evento attira l’attenzione di turisti e residenti, incuriositi dalla manifestazione che rappresenta il primo segnale di apertura, dialogo e contatto diretto e la possibilità di fare un’esperienza di grande interesse culturale e valore umano.
Guarda il programma nel sito www.movimentoturismovino.it

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2007 - Pierpaolo Mannone
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